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I Must, secondo Kia Ora, della cultura Sudafricana

Data: // Author: Kia Ora Staff

Se siete appassionati viaggiatori desiderosi di conoscere ogni aspetto culturale del Paese che state visitando, il Sudafrica vi darà pane per i vostri denti: dagli ominidi alle antiche tribù che tutt’oggi abitano ancora queste terre, dall’Apartheid che ha segnato la storia recente di questa nazione fino ad arrivare alle forme di arte moderna e alle tipicità culinarie.

Questi sono i luoghi simbolo e le esperienze da provare assolutamente.

  1. Cominciamo dalle origini. Lo sapevate che in Sudafrica si trova la Culla dell’Umanità (Cradle of Humankind)? Uno degli otto Siti Patrimonio Culturale dell’Umanità del paese. Si trova a 50km a nord-ovest da Johannesburg, dove il paesaggio si caratterizza da praterie e affioramenti rocciosi. Qui le grotte calcaree sotterranee hanno custodito importanti fossili di ominidi, il cui rinvenimento ha portato alla formulazione della teoria sull’evoluzione umana “Out of Africa” secondo la quale l’uomo ebbe origini proprio dal continente africano. Con una gita in giornata (o anche solo una mattinata se avete poco tempo) potrete visitare questo luogo ricco di fascino.
  2. Facendo un bel salto di qualche migliaia d’anni ci ritroviamo nel Western Cape, dove si possono ammirare le pitture rupestri dei San Bushmen, il popolo nativo sudafricano costretto, con l’arrivo dei coloni stranieri, a spingersi verso le zone più inospitali del deserto del Kalahari. Molti sono i siti archeologici dove poter ammirare queste meraviglie d’arte tribale, come il Bushman Cave Museum nella Giant’s Castle Reserve.
  3. La provincia di KwaZulu-Natal ospita numerosi villaggi Zulu dove è possibile soggiornare. Gli Zulu sono la tribù più numerosa del Sudafrica. Ad Eshowe, nel villaggio Zulu Kwabhekithunga, potrete provare l’esperienza di dormire nelle capanne tradizionali e immergervi completamente nella cultura Zulu. Poco distante da Pretoria, nella regione del Mpumalanga, vive un altro gruppo tribale: gli Ndebele. Questa tribù è riconoscibile per le loro case dipinte con colori sgargianti e i disegni geometrici che ricoprono interamente le pareti, per non parlare dell’abbigliamento tradizionale femminile (Botshabelo Open Air Museum and Historical Village).
  4. Capitolo Apartheid. Se nel vostro tour c’è almeno una notte a Johannesburg non può mancare la visita della township Soweto, dove vivono milioni di persone, il “ghetto” degli abitanti di colore, costruita ai confini di quelli che fino ad un decennio fa era il quartiere dei “bianchi” e teatro dell’ultima fase della lotta all’apartheid. Come spesso accade quando si soggiorna a Johannesburg, il quartiere prescelto è Sandton: fate un salto al Nelson Mandela Square dove si trova un’enorme statua che di Madiba e se c’è ancora un po’ di tempo a disposizione fate una visita alla Liliesleaf Farm, che fu teatro del Rivonia Treason Trial, il processo del 1956 terminato con la condanna e la carcerazione di Mandela e durante il quale il leader dei diritti civili fu detenuto nella prigione di Constitution Hill, assieme ad altri prigionieri politici.
  5. Johannesburg non è solo storia, anzi! Interessante il distretto di Maboneng, vero e proprio centro creativo e commerciale all’interno del quale le persone vivono, lavorano e danno spazio alla propria creatività, una comunità integrata con uno stile di vita urbano modernizzato. Una visita a piedi o in bicicletta vi farà scoprire studios, gallerie d’arte, boutique, negozi, ristoranti e bar innovativi e alla moda.
  6. Impossibile rientrare da un viaggio in Sudafrica senza aver acquistato almeno un oggetto di Wire Art, una forma di “arte del riciclo” espressione di giovani artisti che trovano spazio anche nelle gallerie più all’avanguardia del Paese. Con semplici fili del telefono o metallici questi artisti assemblano radio, porta CD, cornici, portabottiglie e diverse sculture ornate di perline.
  7. Da non perdere il “braai” almeno una volta durante il vostro soggiorno (magari durante la vostra permanenza al lodge, dopo una lunga giornata di safari). È il tipico barbecue sudafricano, con agnello allo spiedo e soprattutto i boerewors, una salsiccia a spirale, il tutto cotto su braci di legno ed accompagnato da pap, un porridge di mais simile alla polenta o ai fiocchi d’avena. Il braai è parte integrante del modo di vivere dei sudafricani, può essere fatto in qualsiasi momento, sia di giorno che alla sera, la cui vera essenza è la condivisione sociale del momento.

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