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Miti e leggende della Polinesia Francese

Data: // Author: Kia Ora Staff

Sono storie d’amore e di magia, di dei e di regine, di indomite principesse e di pescatori coraggiosi, sono le leggende della Polinesia. Racconti nati per spiegare fenomeni naturali, come formazioni rocciose o passaggi nei reef. Ma anche per dare un significato a nomi di luoghi e isole, attingendo dalla tradizione polinesiana.

Moorea dal mare, Polinesia Francese

Veduta di Moorea, Polinesia Francese

Ne è un esempio il nome della splendida isola di Moorea, che, stranamente, significa “lucertola” (Mo’o) “gialla” (rea). Tutto nasce dalle leggende polinesiane, che raccontano di una coppia innamorata che abitava sull’isola di Maiao. Quando la donna restò incinta, invece di un bimbo partorì un uovo, e dall’uovo nacque, appunto, una lucertola gialla. I neo genitori la accudirono e la crebbero con amore, almeno finché non divenne grande. La lucertola gialla (Moorea) crebbe infatti a dismisura, spaventando non solo i suoi genitori, ma anche gli altri abitanti dell’isola.
Il padre e la madre della lucertola gialla decisero così di allontanarla e, dopo averla fatta salire su una canoa, la abbandonarono a est di Tahiti.
La lucertola, impaurita, aspettò per un po’ che i genitori tornassero a prenderla ma, non vedendoli tornare, decise di tuffarsi e tornare a casa a nuoto. Nuotò verso sud, senza incontrare terra e lottando contro le correnti. Incapace di resistere, la lucertola gialla annegò e il suo corpo fu trasportato dalle onde fin su una spiaggia dell’isola di Aimeho. Qui due pescatori la trovarono e, gridando al prodigio, andarono a chiamare gli altri abitanti dell’isola, i quali, ritenendo questo ritrovamento di buon auspicio, decisero di cambiare nome alla loro isola. Fu così che Aimeho divenne Moorea, la lucertola gialla.

Laguna di Huahine, Polinesia Francese

La laguna di Huahine dall’aereo, Polinesia Francese

Sempre le leggende della Polinesia ci raccontano del cane di Hina, un animale così forte e potente da lasciare l’impronta della sua zampa a Fiti (o Ha’avai), sull’isola di Huahine. In realtà di questa leggenda polinesiana (ma un po’ di tutte) esistono versioni differenti, per cui secondo alcune il cane sarebbe di Hiro, il re dei ladri. Ma a noi piace la variante in cui Hina, una giovane regina dotata di fascino, ma anche di intelligenza e coraggio, regnava sull’isola di Raiatea. La bellissima fanciulla si era innamorata, ricambiata, di un semplice pescatore, che le aveva fatto dono di una collana di perle. Ma non perle comuni: le più belle perle polinesiane che si fossero mai viste, nere come la notte e scintillanti di milioni di stelle. Hina governava Raiatea in modo giusto e onesto, tanto da scontrarsi spesso con il perfido Hiro. Dopo l’ennesimo diverbio, Hiro per vendetta decise di rubare alla regina la preziosissima collana di perle, nascondendola dove nessuno potesse trovarla. Ma Hina sguinzagliò il suo cane, il cane più impressionante che si fosse mai visto, dotato di una forza sorprendente e di un olfatto imbattibile. Il cane, guidato dal suo fiuto, si lanciò verso l’isola di Huahine, dove Hiro aveva nascosto il gioiello sotto una grossa pietra. Affinché la sua regina potesse trovare agevolmente il nascondiglio della collana, il cane batté con forza la sua zampa sul masso, lasciando un’impronta che si può vedere ancora oggi.
Queste sono solo due delle leggende della Polinesia. Potete trovarne altre su Internet, ma il nostro consiglio è sempre quello di farvele raccontare di persona, alla luce delle candele, con l’Oceano Pacifico di fronte a voi.